
Da corrierediragusa.it
C’è anche il nome del parlamentare nazionale Peppe Drago , leader ibleo dell’Udc, nell’elenco degli indagati dell’inchiesta coordinata dal procuratore Domenico Platania e condotta dal comando provinciale della Guardia di Finanza sul riciclaggio di denaro al Comune di Modica. Il registro degli indagati vedeva già iscritti altri 13 soggetti, tra cui il già sindaco di Modica Piero Torchi e alcuni ex amministratori. L’ipotesi di reato di concussione si è aggiunta a quella originaria di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro.
E’ quanto si evince dalla notifica della conclusione delle indagini agli avvocati delle persone indagate. Tra i nuovi nomi, oltre a quello di Drago, figurano quelli del già assessore Giorgio Aprile, appena qualche giorno fa transitato nel Pdl, precisamente nella lista "Modica in primo piano" che fa capo a Innocenzo Leontini; Marcello Sarta, contitolare di un´agenzia di comunicazione e marketing e gli imprenditori Giancarlo Francione, Rosario e Giovanni Vasile, Vincenzo Leone e Giuseppe Piluso.
L’iscrizione di Peppe Drago e degli altri soggetti nel registro degli indagati si sarebbe registrata anche sulla base delle risultanze delle indagini svolte dai finanzieri in queste ultime settimane a Roma, nella sede della «Immobil D», la società che vede il parlamentare nazionale ibleo socio di maggioranza, mentre il fratello Carmelo, socio di minoranza, è amministratore delegato.
In uno dei comizi precedenti le elezioni amministrative, il deputato regionale Mpa Riccardo Minardo aveva messo in relazione l’attività della «Immobil D» agli utili della società «Modica Multiservizi» e agli alti costi sostenuti dal Comune per i servizi resi dalla società mista. Drago querelò Minardo, bollando le sue dichiarazioni come «gravissime falsità». Il parlamentare dell’Udc si rivolse quindi alla magistratura, affinché venisse accertata «l’infondatezza di quelle dichiarazioni e la loro valenza diffamatoria».
Le persone già indagate in precedenza erano, oltre a Piero Torchi, anche l’ex assessore al Bilancio Carmelo Drago, il segretario provinciale Udc Giancarlo Floridia e il consigliere provinciale Vincenzo Pitino; cinque collaboratori del gruppo di vertice dell’Udc locale: i fratelli Bruno e Massimo Arrabito, Massimo La Pira, Gabriele Giannone e Carlo Fiore; e gli imprenditori edili Giuseppe Sammito e Giuseppe Zaccaria. Sono stati invece esclusi dall’elenco degli indagati i funzionari comunali Francesco Paolino e Giuseppe Castagnetta, quest’ultimo all’epoca dei fatti direttore dello sportello unico.
Tra i nomi iscritti nel fascicolo aperto dalla Procura figurerebbero anche quelli dei revisori dei conti del Comune: per loro è ipotizzato il reato di falso in bilancio.
Lo scorso settembre i finanzieri hanno effettuato gli ultimi atti dell’indagine che la Procura sta coordinando, alla ricerca di ulteriori elementi probatori. Altri accertamenti, i finanzieri li hanno compiuti anche nella capitale. Si è trattato degli atti propedeutici alla chiusura delle indagini, avvenuta il 31 ottobre.
L’inchiesta fu avviata oltre un anno fa, in riferimento a presunti atti di favoritismo da parte del Comune nei confronti di alcuni imprenditori nell’appalto di opere pubbliche. Le indagini verterebbero altresì su presunti «sconti» accordati dall’ente su parte dei crediti per la fornitura di servizi vantati da certi imprenditori che, in questo modo, sarebbero stati «privilegiati» rispetto ad altri colleghi nella liquidazione in tempi più rapidi delle somme dovute da Palazzo San Domenico. Di queste somme non ci sarebbe traccia nei conti corrente degli indagati.